CAMPIONESSE D'EUROPA JUNIORES 2018

Oro storico per le Fate: l'Italia è campione d'Europa a squadre juniores per la prima volta



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Da OAsport.it

La consacrazione definitiva, l’apoteosi più attesa, una pagina di storia che si scrive, un trionfo che rimarrà negli annali della Polvere di Magnesio, un pomeriggio che segnerà un nuovo spartiacque per la ginnastica artistica entro i nostri confini. L’Italia ha vinto l’oro a squadre tra le juniores agli Europei 2018: apoteosi pura all’SSE Hydro di Glasgow, lacrime di gioia in terra scozzese, una prestazione che rimarrà per sempre impressa nella mente di tutti gli appassionati e che consacra le terribili ragazzine di Enrico Casella che ha sempre creduto in questo gruppo, oggi capace di fare saltare il banco rispettando il pronostico della vigilia.

Le Fate hanno semplicemente confezionato un’autentica magia, hanno impugnato le bacchette e hanno giganteggiato a suon di grandi acrobazie, inscenando uno strapotere ginnico di assoluto spessore. Il nostro quintetto ci ha confezionato un regalo monumentale e ha portato il tricolore sul pennone più alto di questa competizione per la prima volta nella storia: nel 2012, infatti, Elisa Meneghini, Enus Mariani, Lara Mori, Alessia Leolini e Tea Ugrin si fermarono all’argento, nettamente sconfitte dalla Russia. Oggi invece le parti si sono invertite e le azzurrine hanno demolito sonoramente la piccola corazzata dei Rodionenko, infliggendo una pesante sconfitta (a noi era successo solo una volta di mandarle ko, bisogna risalire alla magica Volos 2006 quando Vanessa Ferrari e compagne trionfarono tra le seniores).

Oggi abbiamo delle nuove eroine, una classe 2003 che ci sta facendo letteralmente sognare e che aveva in questo appuntamento soltanto una tappa di passaggio, un trampolino di lancio verso ben altri traguardi con il mirino puntato verso le Olimpiadi di Tokyo 2020. Giorgia Villa, le gemelle Asia e Alice d’Amato, Elisa Iorio e Alessia Federici: questa è la formazione dei sogni, questa è l’Italia che tornerà a casa con un’incredibile medaglia d’oro frutto di tanto lavoro, tanto sacrificio, tanti allenamenti costruiti ad hoc. La rotazione finale al volteggio è stata qualcosa di letteralmente pazzesco: dovevamo recuperare 1.3 punti alla Russia dopo un corpo libero un po’ sottotono a livello di D Score, le ragazze si sono scatenate a suon di doppi avvitamenti e hanno legittimato la propria supremazia. Per la cronaca la battaglia campale con la Russia è finita 161.063 a 160.363, sette decimi di differenza che pesano oro mentre la Gran Bretagna è terza (158.931) davanti a una deludente Francia (154.729).

Doppio oro per Giorgia Villa

Giorgia Villa si mette al collo una doppia medaglia d’oro perché la Campionessa d’Italia ha vinto anche il concorso generale individuale, a sei anni di distanza dall’impresa di Enus Mariani (prima italiana a riuscirci nella storia, Vanessa Ferrari e Adriana Crisci si fermarono all’argento). La bergamasca, a un mese dal successo tricolore, conquista il trionfo più bello della carriera e si lancia verso un futuro radioso: l’anno scorso si era infortunata a Jesolo, poi un lungo recupero e quest’anno la consacrazione da vero piccolo grande fenomeno.

La brixiana ha totalizzato un roboante 55.065 surclassando pesantemente la quotata russa Kseniia Klimenko (53.532) che oggi non è stata all’altezza della situazione. L’azzurra si esalta subito alle parallele (13.966), alla trave si supera con un ottimo 13.233, al corpo libero mette in luce tutta la sua espressività e delle diagonali di lusso (13.200, peccato per un fuori pedana), poi al volteggio la magia finale con un doppio avvitamento fantascientifico (14.666) che spedisce l’Italia in orbita. Bravissime tutte le azzurre perché gli errori sono stati soltanto due: la caduta di Alessia Federici alla trave (12.300 per la nostra classe 2004, ottima al debutto) e quella inattesa di Elisa Iorio al corpo libero.

L’emiliana ha ottenuto 13.900 sugli amati staggi, 14.100 al volteggio e 13.100 sui 10 cm. Asia d’Amato ha risposto presente (14.400 al volteggio, 13.433 alle parallele, 12.466 al corpo libero e 12.333 alla trave) mentre Alice d’Amato ha riscontrato qualche piccola difficoltà dovuta a dei problemi fisici non ancora recuperati totalmente (ha dovuto semplificare gli esercizi).