CIAO SERGIO



ciao sergio



Un affettuoso ricordo di Sergio

Oggi, 28 Febbraio 2019, è un giorno triste per la Pro Patria: Sergio, Ferruccio, Ernesto Brambati, da tutti conosciuto come “Sergio” ci ha lasciato.
Era nato il 28 Agosto 1963 e iniziò a frequentare le palestre della Pro Patria, assieme alla sorella Cristina, agli inizi degli anni 70. E in queste palestre è rimasto per tutta la vita, prima come atleta, poi come istruttore, infine come Segretario o Direttore Generale o Direttore del Personale a seconda delle situazioni che doveva gestire. Come Ginnasta iniziò vincendo il titolo nazionale “Allievi di 5° grado” nel 1978 e nel 1979 si classificò 3° ai Campionati Assoluti Juniores. Nel 1980 fece parte della Nazionale Juniores partecipando ai Campionati Europei di Lione. Eccelleva negli esercizi alla Sbarra e al Corpo Libero, mentre non amava il Cavallo con Maniglie. In ogni caso Sergio fa parte, a livello giovanile, della cerchia dei più grandi ginnasti della Pro Patria. Finita la carriera come ginnasta si dedicò all’attività di istruttore dove, in breve tempo, divenne uno degli allenatori della nazionale di ginnastica artistica femminile e come tale partecipò a Campionati Mondiali e Olimpiadi. Anche se ricopriva una posizione di prestigio a livello nazionale, ogni sera ritornava nelle palestre della Pro Patria per allenare i “suoi adulti” che lo stimavano e amavano. Il suo motto era “Mai lasciare la Pro Patria, unica cosa che rimane nel tempo, mentre gli altri lavori non durano a lungo”
Su mia richiesta, agli inizi dell’anno 2000, abbandonò la prediletta attività di allenatore per dedicarsi, anima e corpo, alla gestione della Società. Arrivava in sede alle 7 del mattino e la lasciava alle 22. Era sensibilissimo alle richieste degli iscritti, aveva idee innovative e una gran facilità di colloquio nelle trattative commerciali. In pochi anni la Società si sviluppò fino a raggiungere le dimensioni attuali che in termini economici ci hanno permesso di ristrutturare da cima a fondo il seminterrato della scuola di Viale Romagna in cui la Pro Patria alloggia dal 1927.
Era affabile e gentile nei colloqui con gli iscritti alla Pro Patria, ma diventava quasi antipatico e irascibile quando un istruttore non si comportava in modo professionale, o faceva qualcosa che poteva danneggiare il nome e gli interessi della Società. Era molto esigente con sé stesso e pretendeva lo stesso atteggiamento da tutti coloro che collaboravano in Pro Patria. Raramente guardava i costi quando comprava qualcosa di personale in forma privata, ad esempio i-phone e televisori, diventava parsimonioso, quasi avaro, se doveva spendere i soldi della Pro Patria. Gli piaceva viaggiare e faceva le vacanze nei paesi caldi e in ogni posto comprava, come souvenir, felpe e scarpette sportive di ogni genere.
Per mantenere la Pro Patria ai livelli attuali ora noi dovremo colmare il vuoto che ci ha lasciato lavorando con la stessa tenacia, la stessa professionalità e lo stesso amore per la nostra società.
Grazie, caro Sergio, per la tua abnegazione e per tutto quello che hai fatto per noi come atleta, come istruttore e come “Direttore Generale”; stanne certo: non ti dimenticheremo!
Il Presidente
(Mario Tellarini)